Gestionale in cloud e sicurezza: perché il cloud da solo non basta
No: avere il gestionale in cloud non mette al sicuro dagli attacchi informatici. Il fornitore cloud protegge i propri server, non i tuoi computer: se qualcuno entra in un tuo PC, entra con le tue credenziali anche nel cloud. Vediamo come succede e cosa serve davvero.
«Abbiamo spostato tutto in cloud, ormai siamo tranquilli» è una delle frasi che sentiamo più spesso nelle aziende. L’intuizione ha un fondo di verità: i data center dei grandi fornitori sono più sicuri di qualsiasi server sotto una scrivania. Il problema è che l’attaccante lo saa, e infatti non attacca il data center. Attacca te.
Il cloud è sicuro per le aziende? Cosa copre davvero il fornitore
Nel cloud vale il principio della responsabilità condivisa: il fornitore protegge l’infrastruttura (i suoi server, le sue reti, i suoi data center), mentre il cliente resta responsabile dei propri dispositivi, dei propri account e di chi vi accede. È come una cassetta di sicurezza in banca: il caveau è blindato, ma se qualcuno ti sfila la chiave di tasca, la banca non può impedirgli di aprire la tua cassetta. Nessun contratto cloud include la protezione dei PC del tuo ufficio.
Se entrano nel tuo computer, entrano anche nel tuo cloud
Vediamo cosa succede concretamente quando un PC aziendale viene compromesso, ad esempio tramite un’email ingannevole o un programma infetto:
- Usano il gestionale come fossero te. Sul computer ci sono le credenziali salvate e le sessioni già aperte: l’attaccante entra nel gestionale in cloud con i tuoi stessi permessi e può leggere, copiare, modificare o cancellare dati di clienti, ordini e fatture.
- Rubano anche le sessioni, non solo le password. I malware più diffusi oggi (i cosiddetti infostealer) copiano i “cookie di sessione”, i lasciapassare che il browser conserva dopo l’accesso: in certi casi permettono di scavalcare persino la verifica in due passaggi.
- La sincronizzazione propaga il danno. Le cartelle sincronizzate (OneDrive, Google Drive, Dropbox) copiano fedelmente ciò che accade sul PC: se un ransomware cripta i file locali, le versioni criptate vengono sincronizzate anche nel cloud.
- Possono arrivare ai salvataggi online. Con le credenziali giuste, un attaccante può cancellare o alterare anche le copie di backup raggiungibili dall’account compromesso. Ed è la prima cosa che cerca di fare, per impedirti di ripristinare.
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Le difese che restano a carico tuo
Il cloud, quindi, sposta il problema: non lo elimina. Le difese che nessun fornitore può mettere al posto tuo sono quelle sul tuo perimetro:
- Protezione dei dispositivi: un antivirus professionale gestito su ogni PC che tocca il gestionale — è lì che l’attacco comincia.
- Doppia verifica (MFA) su tutti gli account cloud, con attenzione a rivedere periodicamente sessioni attive e dispositivi autorizzati.
- Firewall e rete configurata correttamente, per limitare cosa può uscire ed entrare dalla tua rete.
- Un backup separato e con versioni storiche: una copia che non sia semplicemente “la cartella sincronizzata”, ma un salvataggio indipendente, capace di tornare a com’erano i file prima del danno.
- Accessi ordinati: ogni persona con il proprio account e i permessi minimi necessari — così un singolo PC compromesso non spalanca tutto.
Queste difese sono le stesse cinque protezioni di base che consigliamo a ogni piccola impresa, cloud o non cloud: le trovi spiegate una per una nella guida alla cybersecurity per piccole aziende.
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Domande frequenti
È responsabile della propria infrastruttura. La sicurezza dei tuoi computer, dei tuoi account e delle tue credenziali resta a carico tuo: è il principio di responsabilità condivisa, presente in tutti i contratti cloud.
No: la sincronizzazione replica anche gli errori e i danni, comprese le versioni criptate da un ransomware. Un backup vero è una copia separata, con storico delle versioni, non raggiungibile dagli account di uso quotidiano.
La doppia verifica ferma la maggior parte dei furti di credenziali ed è irrinunciabile, ma alcuni malware rubano le sessioni già autenticate: per questo va abbinata alla protezione dei dispositivi.
