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Vivai
Attilio Sonnoli Piante s.s. vivaisonnoli@tiscali.it Scelta del terreno Data per scontata l'idoneità climatica dell'impianto, il requisito fondamentale per un oliveto moderno è la possibilità di meccanizzare la maggior parte delle operazioni colturali. Questo porta ad escludere terreni troppo scoscesi ( con pendenza superiore al 20 - 25 % ) o quelli nei quali i terrazzamenti siano larghi meno di 4 - 5 metri, come pure quelli che per giacitura e costituzione fisica non possono essere convenientemente sistemati e drenati. La sistemazione del terreno Prevede una rippatura in croce a cm 80 - 100 di profondità , da effettuarsi nell'estate precedente all’impianto ; la prima passata con il ripper deve essere fatta nel senso ortogonale a quella che sarà la direzione delle file ,successivamente si passa con il ripper solo dove saranno piantate le piante,lasciando sodo il terreno fra le file ; due anni dopo si passa di nuovo con il ripper fra le file, stando ad una distanza di 1,5 - 2 metri dalle piante e di nuovo ancora due anni dopo nel centro della fila ; in questo modo le radici si espandono più velocemente , poiché man mano che crescono ,trovano il terreno sempre smosso. Essenziale è la regolazione del deflusso superficiale e di fondo delle acque, tenuto conto che l’olivo si avvantaggia enormemente dell’irrigazione estiva ma non tollera assolutamente ristagni di umidità,quindi conviene scartare i terreni con un contenuto di argilla superiore a 25% - 30 %. |
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La concimazione di fondo In base ad una preventiva analisi chimica del terreno, si possono distribuire sul terreno stesso Solfato Potassico Magnesiaco ( K 2 0 = 30 % ; Mg = 10 % ) e Perfosfato Minerale ( P 2 0 5 = 19 - 21% ) nelle dosi idonee secondo l’analisi.Per l ‘azoto, si possono fare per i primi tre anni sovesci con lupino, favetta, ecc., da interrarsi prima della fioritura , distribuendo sul sovescio 100 Kg di Urea per ettaro, prima dell’interramento. Il Perfosfato Minerale ed il Solfato Potassico Magnesiaco devono essere di nuovo distribuiti ogni 3 - 4 anni. Le distanze d'impianto Possono variare da m 6 x 4 (= 416 piante / Ha ) a m 8 x 5 ( = 250 piante / Ha ), a seconda delle diverse situazioni ambientali. Al ricevimento delle piante Non deve essere adottata alcuna cura particolare e le piante possono essere conservate per 3 - 4 mesi; unica accortezza una leggera innaffiatura quando il substrato nel vaso tende ad asciugarsi. In attesa di essere piantate, le piante possono essere tenute all’ aperto, in una zona riparata dal freddo o in un locale chiuso ma sufficientemente areato e luminoso. Colore dei nastri Le piante sono coltivate in vasi di plastica e sorrette da una canna di bambù; il nastro di plastica che lega la pianta alla canna cambia colore a seconda della varietà ed è nostra cura fornire le indicazioni per la rispondenza fra colore e varietà. Preparazione dei pali tutori Nei primi tre - quattro anni la pianta deve essere sostenuta da un palo (altezza m. 2 , diam.in testa cm 4 ) e per evitare che questo marcisca e si spezzi a livello del terreno , i pali devono essere scortecciati in basso per circa 60 - 70 cm. e messi per 72 ore in una soluzione al 4 % di Solfato di Rame ( 4 kg. in 100 litri di acqua ) . La piantagione Le operazioni da effettuarsi nell'ordine sono: 1 - squadro del terreno, segnalazione ed infissione dei pali tutori nei punti dove saranno poste le piante; 2 - apertura, alla base del palo tutore, di una buca di ampiezza e profondità adeguate, in modo che il colletto delle piante sia interrato ad una profondità di circa 15 - 20 cm.; si sconsiglia nella maniera più assoluta lo scavo con la trivella, perché questa, nello scendere nel terreno, lo comprime sulle pareti laterali e nella buca così ottenuta, l'acqua ristagna facilmente, facendo morire la pianta; 3 - capovolgere la pianta con la punta in basso, battere con un legno sul fondo del vaso ed estrarla, facendo in modo di mantenere integro il substrato della pianta; 4 - porre la pianta nella buca, in modo che essa resti a sud del palo e legarla con un legaccio cedevole; 5 - nel caso di terreno asciutto, fare una irrigazione con 10 - 15 litri d'acqua; nel primo anno di piantagione ripetere I'irrigazione ogni 20 - 25 giorni in caso di estate particolarmente siccitosa; 6 - fasciare il tronco per l ‘ intera altezza con polietilene (spessore 20/10 mm ),per proteggerlo dal gelo e dal diserbante . Piante impollinatrici In quantità pari al 10 % delle piante messe a dimora, devono essere poste sopravento, considerando la direzione prevalente del vento al momento della fioritura. Qualora tale direzione non sia nota o incostante, si possono mettere le piante impollinatrici tutt’ intorno all’ oliveto; nel caso di grandi impianti, si consiglia di ripetere una fila di impollinatori ogni 9 file di olivi. Forme di allevamento e potatura Esperienze decennali hanno dimostrato che l’ unica forma di allevamento valida è il vaso cespugliato , con tronco più o meno alto , a seconda del tipo di raccolta prescelto ( a mano o a macchina con vibratore). Questa forma si realizza molto facilmente e già al primo anno, spuntando la pianta a circa 60 cm. da terra, nel caso di futura raccolta manuale, a 90 - 100 cm. in caso di raccolta meccanica ; non si pota più per 5 - 6 anni, limitandosi a togliere i getti secondari che man mano crescono lungo il fusto e i succhioni all ‘ interno della chioma . Per il naturale portamento basitono dell’olivo, si ottiene un cespuglio globoide con molte cime e di dimensioni ridotte; successivamente vengono eliminati i rami della parte interna della chioma, trasformando il cespuglio in un vaso cespugliato, che per l’altezza contenuta si presta alla raccolta manuale da terra, aiutandosi per i rami più alti con i pettini vibranti. In alternativa , ma solo con piante con tronco libero di 90 - 100 cm , può essere usata la raccolta meccanica per vibrazione che con le varietà idonee e con un volume di chioma fino a circa 80 metri cubi , assicura una caduta dei frutti del 90 %. Per le potature degli anni successivi , si consiglia di potare ogni tre - quattro anni ( o meglio un terzo , un quarto delle piante ogni anno ) , a seconda della vigoria delle piante , ricordandosi che la potatura ha lo scopo di mantenere le piante entro dimensioni non eccessive e di togliere i rami vecchi improduttivi . Concimazione chimica sul terreno Si consiglia di non effettuare alcuna concimazione chimica al primo anno d’impianto. A puro titolo informativo, per gli anni successivi si suggerisce di distribuire sul terreno le seguenti dosi ( grammi per pianta ): Anno Urea Perfosfato Minerale Solfato Potassico Magnesiaco 2
60 + 60 La prima dose di Urea, il Perfosfato Minerale ed il Solfato Potassico Magnesiaco devono essere distribuiti alla ripresa vegetativa: la seconda dose di Urea deve essere distribuita in pre-fioritura. Al secondo anno distribuire il concime intorno alla pianta, 40 - 50 cm. distante dal fusto; dal terzo anno distribuire il concime su tutta la superficie. A partire dal nono anno, concimare come all’ottavo e ogni tre anni come al settimo. Concimazioni foliari e Difesa Fitosanitaria Recenti prove sperimentali hanno dimostrato l’enorme importanza delle concimazioni foliari in momenti critici dello stato vegetativo, per un notevole incremento della produzione; poiché negli stessi momenti si possono avere attacchi da insetti, si consiglia di abbinare il trattamento insetticida con la concimazione foliare, secondo questa schema: 1 - due settimane prima della fioritura, bagnare le piante con una soluzione di 2 kg. di Urea + 50 gr. di Tetraborato di Sodio ( Borace, si trova in farmacia ) + 300 cc. di AZOMIN CIFO ( o SIAPTON SIAPA ) + 50 cc. di adesivo , disciolti in 100 litri d’acqua, abbinando un eventuale trattamento contro la Tignola Antofaga; 2 - due settimane dopo la fioritura, ripetere la concimazione foliare come al punto uno, abbinandola ad eventuali trattamenti contro la Tignola Carpofaga e/o la Margaronia; 3 - poco prima dell’indurimento del nocciolo, fare una concimazione foliare con 2 kg. di Solfato Potassico ( o , in alternativa , 1 Kg. di Fosfato Monopotassico ) + 300 cc di AZOMIN CIFO ( o SIAPTON SIAPA ) + 50 cc. di adesivo in 100 litri d’acqua ed eventualmente insetticidi contro Tignola e/o Margaronia ; 4 - tre settimane dopo l’indurimento del nocciolo ripeterla come al punto 3 e di nuovo dopo tre settimane, abbinandola sempre ad eventuale trattamento contro la mosca. In questa fase, gli intervalli fra una concimazione e l’altra sono indicativi, in quanto i trattamenti contro la mosca hanno la precedenza; 5 - le dosi indicate per questo tipo di concimazioni sono valide per i trattamenti fatti con pompe irroratrici ad alto volume: nel caso d’impiego di atomizzatori a medio volume , le dosi vanno triplicate usando almeno 400 litri per ettaro; 6 - verificare che i concimi consigliati siano miscibili con gli insetticidi . 7 - NON DISTRIBUIRE LE CONCIMAZIONI FOLIARI DURANTE LE ORE CALDE DELLA GIORNATA. Irrigazione Per molto tempo si è ritenuto che l’olivo non avesse bisogno d’irrigazione; in realtà l’olivo non tollera ristagni d’umidità, soprattutto nel periodo invernale, ma durante l’estate beneficia enormemente delle irrigazioni di soccorso, col vantaggio di aumentare la produzione dal 30 % al 100 %. E’ difficile dare indicazioni precise sulle quantità di acqua da somministrare in relazione alle diverse condizioni pedoclimatiche locali , comunque la piovosità annua ottimale è intorno ai 750 mm ( 7.500 mc /ettaro ), di cui però circa 250 mm ( 2.500 mc/ettaro ) durante la stagione estiva e in particolare 70 mm ( 700 mc/ettaro ) per ciascun mese in Luglio , Agosto , Settembre . Difesa Fitosanitaria Le malattie più comuni dell’olivo
sono: Raccolta E’ l’operazione colturale più costosa, se fatta a mano, perché richiede molta manodopera, ma oggi sono disponibili attrezzature che consentono di raccogliere quantitativi di olive superiori alla raccolta a mano. I pettini vibranti con apposite aste di prolunga in alluminio, mossi da aria compressa fornita da un compressore portato dal trattore, consentono, da terra, di raccogliere 200 - 250 kg. di olive per persona al giorno, fino ad un’altezza di 3 - 4 metri. Ancor più efficienti sono i vibratori ad alta frequenza e bassa intensità, portati dal trattore, che qualora le piante abbiano l’impalcatura a 80 - 100 cm, consentono di raccogliere i frutti di ciascuna pianta in circa 2 minuti. Epoca di raccolta delle olive Per ottenere oli di qualità superiore, le olive devono essere raccolte in momenti ben precisi della maturazione. Per le varietà a maturazione contemporanea, tipo Leccino, l’epoca più adatta è quando la superficie delle olive è divenuta scura ( invaiatura superficiale ) e comunque prima che il colore inizi ad entrare nella polpa; per le varietà a maturazione scalare e/o tardiva, tipo Frantoio, la raccolta deve essere fatta quando almeno il 50% delle olive ha preso il colore scuro. Solo facendo la raccolta in questi precisi momenti, si possono ottenere oli di qualità e di lunga conservazione; una volta raccolte, le olive devono essere lavorate entro e non oltre un tempo massimo 48 ore, conservandole in cassette forate di plastica e comunque mai in sacchi. Le olive caduta a terra NON devono essere raccolte, perché alterano sensibilmente la qualità dell’olio. Lavorazione delle olive Indipendentemente dai sistemi impiegati, bisogna osservare alcune regole nell’estrazione dell’olio: 1 - lavorare solo olive sane ( non attaccate da Mosca ), raccolte sull’albero e non a terra, al giusto grado di maturazione, come indicato in precedenza; 2 - la lavorazione deve essere fatta entro 48 ore dalla raccolta. In questo tempo le olive devono essere conservate in un luogo freso , in cassette forate di plastica e mai ammassate; 3 - nel caso di estrazioni con le presse, i fiscoli devono essere puliti; è questo un punto molto importante, perché se prima sono state pressate olive non sane, i residui rimasti nei fiscoli rovinano l’olio delle pressate successive; 4 - le foglie eventualmente presenti nelle olive devono essere tolte; 5 - si consiglia di filtrare l ‘ olio e di conservarlo in contenitori di acciaio inossidabile . TAVOLA 1 - INSETTI
CLASSIFICAZIONE DELLE PIANTE DI OLIVO DA VIVAIO E DA TRAPIANTO 1 - Olivi selvatici Altezza cm. 6 - 10 a radice nuda 2 - Olivi innestati o autoradicati A) Per la formazione di vivai : allevati in contenitore Altezza cm. 10 - 25 B) Per la formazione di oliveti : allevati in contenitore Altezza cm. 50 - 70 |